Il CV che fa per te
Colloquio in vista
10 Consigli per il colloquio
Ecco le informazioni necessarie per sapere come comportarsi correttamente ad un colloquio di lavoro!
Ci stiamo chiedendo qual è la corretta gestualità, l’atteggiamento migliore, e soprattutto a cosa bisogna fare attenzione? Non dobbiamo pensare che un curriculum “farcito” o ricco di qualifiche possa riparare i danni di un colloquio mediocre.
Prepararsi al meglio per il colloquio di lavoro è fondamentale, ecco perchè abbiamo preparato 10 semplici regole da seguire.
Approfitta dei nostri consigli per il colloquio: sono raggruppati in dieci categorie, con spiegazioni rapide, chiare e soprattutto efficaci (atteggiamento, postura, domande, un po' di strategia, ... tutti suggerimenti determinanti per un buon risultato). Conosci i segreti per non essere ingannato da un atteggiamento accomodante del selezionatore del personale... Ti suggeriamo quando e come parlare, quali cose è bene dire e quali uscite è meglio risparmiarsi per tutta la durata dell’incontro. C'è anche qualche chicca per intuire cosa vuole sapere la persona che hai davanti nonostante una domanda poco chiara o fuorviante.
Non puoi mai veramente sapere chi hai di fronte.
Anche se conosci nome e cognome del tuo selezionatore e conti di scoprire tutto su di lui/lei dal suo profilo nei social/professional network (e se non ci avevi pensato, fallo, si raccolgono molte informazioni preziose dalla rete di contatti di una persona...), non commettere l'errore di sentirti sicuro di fronte alle conoscenze che presumi lui/lei abbiano.
Quindi niente finzioni, venditi bene, ma non strafare. Il rischio di essere scoperti è molto alto.
La prima impressione, lo sai, conta molto.
La persona che ti risponde al telefono, ti accoglie e ti mostra dove accomodarti in attesa del colloquio, potrebbe essere la prima persona che vedrai ogni mattina quando lavorerai lì.
Conosce probabilmente alla perfezione ogni dettaglio dei tuoi futuri colleghi ed è sempre meglio averlo dalla propria parte che contro: sii gentile, rispettoso, educato.
Non ti stiamo dicendo di fingere che le cose vadano bene, ma semplicemente di non mostrarti come una persona che crea problemi, ma che anzi, se può, li risolve ed è in grado di collaborare con i futuri colleghi.
Il selezionatore, che sia interno all'azienda oppure no, conosce bene le persone
con cui ti troverai a lavorare e sicuramente non presenterà loro un candidato spigoloso anche se brillante e preparato.
Affronta il colloquio tenendo presente che il suo esito non è un giudizio sulla tua persona ma sulla tua compatibilità con la figura professionale ricercata.
L'atteggiamento propositivo è fondamentale, usa preferibilmente espressioni del tipo "desidero lavorare" o "voglio lavorare". Il modo di porti durante il colloquio potrebbe riflettere la capacità di relazionarti in un team!
Che devi arrivare puntuale lo diamo per scontato. Nel caso dovessi arrivare in ritardo avvisa appena puoi e scusati anticipatamente.
Anche arrivare troppo presto è un brutto segno. Se sei già lì, piuttosto fatti un giro ma non presentarti prima di 5 minuti dall'appuntamento. La persona che ti riceverà ha sicuramente altri impegni e potrebbe sentirsi sotto pressione, finendo col pensare che tu sia un tipo ansioso.
Mentre aspetti, leggi pure le riviste a disposizione e guardati bene intorno: alcuni dettagli ti potrebbero raccontare qualcosa in più del posto in cui ti trovi e potrebbero costituire anche un diversivo per rompere il ghiaccio.
Stabilire il giusto feeling con la persona che hai di fronte è importante. Fai attenzione a come ti presenti, a partire dalla stretta di mano, che deve essere decisa e diretta, ma non una morsa assassina!
Non invadere la sua scrivania con le tue cose: tieni tutto dentro alla borsa, anche il cv di cui avrai una stampa conservata perfettamente in una busta.
Il tuo corpo racconterà molto di te: cerca di essere naturale evitando di chiuderti a riccio (braccia e gambe incrociate), ma anche di sederti come fossi su una sdraio o metterti troppo a tuo agio.
Ci sono alcune domande a cui i selezionatori sono indubbiamente affezionati. Non avere la risposta, sarebbe come non avere un argomento a scelta quando prepari un esame: un errore che si paga.
Le più classiche riguardano i tuoi pregi e difetti, dove sarai tra 5 anni, che valore aggiunto darai all'azienda, perchè vuoi cambiare lavoro o l'ultimo libro che hai letto.
Nel "prepararti il discorsetto", ricorda che non ci sono risposte giuste o sbagliate: quello che deve trasparire è la consapevolezza nei confronti di te stesso, delle tue aspettative e del contesto in cui ti trovi.
Evita di esprimere troppo sinceramente i tuoi difetti, ma rilelaborali in modo furbo e propositivo. Non sarai un tipo "insicuro", ma piuttosto "desideroso di conferme" e così via.
Nel parlare del tuo futuro cerca di essere lungimirante ma non sognatore, e parla sempre di te a 360 gradi, come persona e non solo come lavoratore. Chi hai di fronte lo apprezzerà.
Se ti stai guardando intorno, è chiaro che sei insoddisfatto del posto in cui sei o che in questo momento sei privo di un'occupazione. Non parlare male della tua azienda attuale, punta piuttosto sulla voglia di nuove sfide da affrontare.
Se ti chiedono "quanti soldi vuoi" preparati all'idea che potrebbe essere una domanda trabocchetto; potresti rispondere che non ci hai ancora pensato, che non è la cosa più rilevante, o che non hai ancora una cifra esatta in testa. Meglio posticipare questo argomento ai colloqui successivi.
Non barare mai sulla tua attuale o ultima retribuzione.
Anche se potrebbe non essere proprio così, è meglio dare al selezionatore l'impressione che anche tu stia in qualche modo scegliendo l'azienda che hai davanti.
Fondamentale sarà raccogliere informazioni sull'azienda - assolutamente da visitare il sito internet - dove potrai trovare interessanti spunti per porre delle domande appropriate.
Ricordati che tu entri in azienda prima di tutto come persona e poi come lavoratore: è nel tuo interesse interagire con il selezionatore per valutare la posizione e l'ambiente di lavoro.
Una buona regola per un colloquio è: mai perdere la concentrazione!
Vi alzate dalla scrivania, uscite assieme dall'ufficio e vi dirigete chiacchierando amabilmente verso la macchinetta del caffè. Attenzione: il colloquio non è affatto terminato come credevi.
Anzi! È questo il momento in assoluto dove il rischio di "dire troppo" è altissimo.
Il selezionatore, che lo sa perfettamente, cercherà di metterti a tuo agio: non fraintendere. Confidenze maldestre e battute fuori luogo potrebbero compromettere il risultato di un colloquio svolto in maniera magistrale.
Non è sempre una condanna, ma è un'espressione che ahimè tutti hanno sentito almeno una volta.
Prima di congedarti dal selezionatore, non esitare a chiedere quali saranno i tempi di risposta, se puoi ricontattarlo telefonicamente o se in alternativa puoi scrivergli un'email.
Anche se non te l'ha detto, dopo una settimana richiama tu per avere notizie.
Se non ci sono novità e tu ti senti giustamente in ansia, cerca di non essere stressante, ma presente.
La posizione a cui aspiri tu, potrebbero desiderarla in tanti e non guasta mantenere vivo il proprio ricordo nella persona con cui hai sostenuto il colloquio.
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